Gin di Prato

La Rinascita di un’Antica Tradizione Erboristica Pratese

Il Gin di Prato rappresenta una delle più affascinanti riscoperte della tradizione locale. Le sue origini affondano nell’Ottocento, epoca in cui la conoscenza delle piante officinali era profondamente radicata nella cultura contadina.

Le proprietà curative del ginepro erano conosciute in Europa già dal Medioevo, utilizzato per le sue virtù antisettiche e digestive. Nel XVII secolo nei Paesi Bassi nacque il genever, una bevanda a base di alcol di cereali e bacche di ginepro, ideata come rimedio medicinale. Si attribuisce la sua invenzione al medico olandese Franciscus Sylvius, anche se esistono prove di preparati simili già precedenti. Il genever divenne presto popolare anche come liquore ricreativo, diffondendosi poi in Inghilterra dove si trasformò nel moderno gin.

Anche a Prato, nel XIX secolo, queste competenze botaniche trovarono terreno fertile non solo nelle campagne, ma anche all’interno del settore tessile, dove la chimica dei coloranti e delle lavorazioni richiedeva abilità specifiche. Proprio grazie a questa dimestichezza con processi chimici e infusi vegetali, molti artigiani e tecnici pratesi iniziarono a sperimentare sulle ricette tradizionali.

Tra telai, vasche di tintura e laboratori, l’acqua di ginepro — utilizzata come rimedio contro affaticamenti e malanni stagionali — divenne la base di nuovi tentativi: gli stessi “chimici” del tessile iniziarono ad arricchire la preparazione con botaniche locali, modificando proporzioni, profumi e metodi estrattivi. Foglie di fico, erbe aromatiche e scorze di agrumi vennero integrate nella ricetta originale, trasformando progressivamente un semplice rimedio popolare in una bevanda più piacevole e complessa, capace di unire virtù curative e piacere del gusto.

Dal Rimediario Popolare al Distillato Moderno

Il gin pratese percorse per decenni un cammino silenzioso e quasi clandestino, consumato nelle case, nelle osterie e nei laboratori dove artigiani e contadini custodivano piccoli segreti di famiglia. Ogni rione, ogni borgo e spesso ogni nucleo domestico elaborava una propria variante: ricette simili per impostazione, ma diverse nei dettagli, nelle botaniche utilizzate e nei metodi di preparazione. Erano formule tramandate a voce, adattate alle disponibilità stagionali e alle conoscenze del momento, che raccontavano un legame profondo e spontaneo con il territorio.

Le difficoltà del Novecento — la Grande Guerra, le ristrettezze economiche, la crisi del 1929 — interruppero questa tradizione diffusa. La produzione cessò e il gin sopravvisse soltanto nei ricordi degli anziani e in poche testimonianze frammentarie.

Le ricerche storiche condotte da Galciana Sviluppo hanno permesso di ricostruire questo mosaico di ricette dimenticate: un patrimonio ricchissimo e sfaccettato, dove nessuna variante era identica all’altra. Proprio da questa pluralità è nata l’idea di creare una formulazione unica che rappresentasse l’essenza comune di tutte le versioni storiche.

Attraverso un meticoloso lavoro di analisi e reinterpretazione, abbiamo raccolto gli elementi ricorrenti, selezionato le botaniche tipiche della tradizione locale e armonizzato le caratteristiche più significative delle antiche preparazioni. Ne è nato un gin moderno ma profondamente radicato nella memoria collettiva: la ricetta che più si avvicina a ciò che poteva essere il vero Gin di Prato dei tempi che furono, riportata alla luce e adattata ai gusti contemporanei.

Un Simbolo della Cultura Pratese

Il Gin di Prato è più di un prodotto enogastronomico: è la rinascita di un sapere dimenticato e un omaggio agli uomini e alle donne che, nei secoli, hanno affidato alle piante la cura del corpo e dello spirito. Rappresenta l’ingegno, la sensibilità e la capacità di innovare che da sempre caratterizzano la comunità pratese.

Durante le ricerche storiche è emerso che — proprio come accadeva con altri liquori locali — anche il gin veniva consumato dalla milizia cittadina durante i turni di sorveglianza lungo le mura fino a metà del XIX secolo. I bastioni, tra cui il Bastione delle Forche, erano luoghi di fatica, fredde notti e vigilanza costante: piccoli bicchieri di distillati offrivano calore e vigore a coloro che proteggevano la città.

Per rendere omaggio a quel legame, il Bastione delle Forche è diventato il simbolo scelto per l’etichetta del Gin di Prato. Un riferimento storico che unisce passato e presente, trasformando questo distillato in un segno tangibile dell’identità pratese: un modo nuovo — e al tempo stesso antico — di raccontare la nostra città.

🔹 Dove acquistare il Gin di Prato

🛍️ Per i privati, il prodotto è disponibile presso i seguenti esercizi:

📍 Bar Biribaola
Via Renato Mannocci, 22 – 59100 Galciana (PO)
☎️ Tel. 0574 661729

🏢 Per aziende ed esercizi della ristorazione, è possibile effettuare ordini rivolgendosi direttamente a:

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Via P. Ciotti, 3/A/1 – 59100 Tavola (PO)
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